Vietare il riconoscimento facciale in Europa!

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Questa petizione introduce la campagna per vietare permanentemente il riconoscimento facciale utilizzato per l'identificazione e la profilazione in tutta Europa. 


La tecnologia di riconoscimento facciale automatizzato è già stata adottata negli Stati membri dell'UE senza alcuna consultazione pubblica. Chiediamo ai membri del Parlamento Eeuropeo e della Commissione europea di prendere sul serio questa enorme minaccia per i diritti umani e per la nostra società civile e di approvare una legge per il divieto immediato e permanente di identificazione e profilazione tramite la tecnologia di riconoscimento facciale in tutta Europa.


Il riconoscimento facciale è una tecnologia particolarmente invasiva. Non si tratta solo della sorveglianza di attivisti, sospetti e minoranze, ma è una violazione della privacy che riguarda per tutti. Oggi, il riconoscimento facciale in Europa viene adottato senza alcuna trasparenza o dibattito pubblico e viene utilizzato al di fuori di qualsiasi quadro giuridico coordinato e coerente.


Diversi Stati Membri europei utilizzano già il riconoscimento facciale per questioni dil sicurezza, controllo sociale e per alcuni servizi pubblici. Ad esempio, è stato adottato in diverse stazioni ferroviarie in Germania, durante il lockdown in Polonia, e viene previsto per i documenti d'identità in Francia, dove la polizia lo utilizza già negli spazi pubblici.

Oltre l'80% degli europei è contrario alla condivisione della propria immagine del viso con le autorità. Fai valere questa opinione sottoscrivendo questa petizione per vietare il riconoscimento facciale in tutta Europa.


Unisciti alla lotta contro la tecnologia di riconoscimento facciale


Firma la petizione, unisciti alla campagna, agisci, rimani informato e condividi questa call to action.


Per la nostra campagna e petizione usa il nostro hashtag #BanFacialRecognitionEU


Il sito ufficiale Ban-Facial-Recognition.eu e il nostro Twitter @BanFacialRecEU 


Per richieste stampa e partnership scrivere a info@Ban-Facial-Recognition.EU


Questa petizione è stata possibile grazie alla ricerca e all'analisi di EDRi (European Digital Rights)


Informazioni sul divieto del riconoscimento facciale in Europa


La tecnologia di riconoscimento facciale automatizzato è già stata implementata negli Stati membri dell'UE senza consultazione pubblica. Chiediamo ai membri del Parlamento europeo e della Commissione europea di prendere sul serio questa enorme minaccia per i diritti umani e per la nostra società civile e di legiferare per il divieto immediato e permanente di identificazione e profilazione tramite la tecnologia di riconoscimento facciale in tutta Europa.


Il riconoscimento facciale è una tecnologia particolarmente invasiva. Non si tratta solamente della sorveglianza di attivisti, sospetti e minoranze, ma di un'invasione della privacy per tutti e di un enorme pericolo per le libertà democratiche, le libertà civili e la libertà di espressione del l'intera società.


Attualmente, le agenzie di polizia e i dipartimenti di sicurezza dei singoli Sstati europei, di concerto con l'industria tecnologica, fanno pressioni nei confronti delle istituzioni europee per diffondere l'uso della tecnologia di riconoscimento facciale. In risposta, questa petizione mira a contestare le obiezioni mosse dai singoli Stati membri al divieto del riconoscimento facciale e chiede alla Commissione europea di avviare procedure di infrazione contro gli Stati membri che stanno già violando le leggi dell'UE utilizzando il riconoscimento facciale.


Diversi Sstati membri UEd'Europa utilizzano già il riconoscimento facciale per la sicurezza, il controllo sociale e nei servizi pubblici. Ad esempio, è stato adottato in alcune stazioni ferroviarie in Germania, durante il lockdown in Polonia, ed è previsto per il rilascio del documento di identità nazionale in Francia, dove la polizia lo utilizza già negli spazi pubblici. Nel frattempo, negli Stati Uniti, il riconoscimento facciale è stato vietato in diverse città ed è stato anche recentemente limitato da grandi aziende tecnologiche come Amazon, IBM e Microsoft a partire da giugno 2020.


L'Europa deve allinearsi cona un divieto definitivo del riconoscimento facciale in virtù della sua leadership in materia di diritti umani. Tuttavia, nel gennaio 2020, è stato rivelato che la Commissione europea ha ritirato il suo piano per vietare la tecnologia di riconoscimento facciale per cinque anni, piano che è stato probabilmente osteggiato dai sistemi di polizia dei singoli Stati membri dell'UE. Ciò dimostra come l'Unione europea sia inaffidabile e vaga su queste questioni critiche legali e sui diritti umani riguardanti la tecnologia di riconoscimento facciale.


Oggi, il riconoscimento facciale in Europa viene adottato senza trasparenza o dibattito pubblico e viene utilizzato al di fuori di qualsiasi quadro giuridico coordinato e coerente. I loro promotori hanno una fiducia cieca in questa tecnologia e spesso spingono per accelerarne la proliferazione indipendentemente dalle inevitabili conseguenze per le nostre libertà.


L'Europa deve rafforzare le proprie leggi sulla privacy e affrontare radicalmente il riconoscimento facciale con il divieto totale del suo uso improprio. Oltre l'80% degli europei è già contrario alla condivisione dell’immagine del proprio viso con le autorità. Fai valere questa opinione con questa petizione per vietare il riconoscimento facciale in tutta Europa.


Perché il riconoscimento facciale è troppo pericoloso


Esistono diverse tecnologie altamente invasive della privacy, soprattutto quelle che utilizzano la biometria. Tra questei, il riconoscimento facciale è particolarmente violento e discriminatorio. I volti hanno significati sociali e sono difficili da nascondere in quanto sono il nostro principale mezzo di comunicazione. I volti rappresentano parti più pubbliche degli esseri umani e i loro tratti servono come metriche per il giudizio sociale. Consideriamo il riconoscimento facciale troppo pericoloso per i cittadini in quanto può rivoltare uno dei nostri principali mezzi di socialità contro noi stessi, trasformando i nostri volti in dispositivi di tracciamento piuttosto che nella componente centrale di noi stessi.


Al di là del controllo sociale, della discriminazione e della sorveglianza, si tratta di tutelare la privacy di tutti. Tutti sono in pericolo quando l’uso di un tale strumento è consentito senza regole. Il problema non sono solamente la polizia o le aziende che utilizzano il riconoscimento facciale per la sicurezza o per l'estrazione di dati, ma è anche il modo in cui questa tecnologia diventa culturalmente pervasiva e normalizzata, inducendo paura nella vita di tutti. Crea la falsa sensazione che essere osservati e analizzati in ogni momento sia accettabile e plasma una società pienae di sospetti, abusi e sfiducia.


La tecnologia di riconoscimento facciale è resa ancora peggiore dalla "previsione comportamentale", in grado di classificare le emozioni o le intenzioni di una persona, una minaccia molto potente per la dignità e l'autonomia umana. Il riconoscimento facciale abbinato alla cosiddetta intelligenza artificiale sotto forma di algoritmi di apprendimento automatico aumenta gli squilibri di potere, la discriminazione, il razzismo, le disuguaglianze e il controllo autoritario della società. I rischi sono troppo elevati a fronte di qualsiasi presunto "vantaggio" che l'uso di queste tecnologie potrebbe mai portare.


In tutta Europa, i governi, le società private e anche i cittadini sono soggetti all'uso del riconoscimento facciale. E’ già utilizzato neiluoghi di lavoro, negli spazi pubblici, nelle scuole, negli aeroporti, nelle case e nei nostri telefoni personali. Queste adozioni del riconoscimento facciale spesso vanno oltre il nostro consenso, o siamo comunque spesso costretti a dare il consenso, mentre le conseguenze a lungo termine della memorizzazione dei dati biometrici e dell'addestramento dell'intelligenza artificiale per analizzare i nostri volti potrebbero travalicareil controllo da parte nostra e del le istituzioni di cui ci fidiamo.


Nessun argomento può giustificare l'implementazione di tali tecnologie. L'uso civile, commerciale e governativo di dispositivi di riconoscimento facciale per l'identificazione e la classificazione delle persone deve essere severamente vietato. Qualsiasi tecnologia di riconoscimento facciale venduta commercialmente o sviluppata e utilizzata privatamente per questo scopo deve essere bloccata.


Il riconoscimento facciale deve essere vietato, non solo regolamentato


Le normative non sono sufficienti e non riuscirebbero ad affrontare questa tecnologia a causa della portata del suo pericolo.


Il riconoscimento facciale viola il diritto alla dignità in quanto utilizza le qualità, i comportamenti, le emozioni o le caratteristiche delle persone contro loro stesse in modi che non sono giustificati o proporzionati ai diritti dell'UE e alle singole leggi nazionali. Ad esempio, le attuali normative europee come il GDPR coprono principalmente la privacy dei cittadini nel settore commerciale con alcune eccezioni, tuttavia, non affrontano il tema de i diritti umani che vengono messi in pericolo con il riconoscimento facciale, come ad esempio il diritto alla dignità e all'uguaglianza.


Proprio come le armi nucleari o chimiche, il riconoscimento facciale rappresenta una grande minaccia per l'umanità. Il suo utilizzo per l'identificazione e la profilazione è certamente troppo pericoloso per essere utilizzato. Dovrebbe essere vietato non solo dall'Unione Europea ma anche a livello globale dalle Nazioni Unite.


Esistono false credenze sull'efficacia e l'utilità del riconoscimento facciale che ne giustificano l'uso all'interno delle normative. Tuttavia, anche in termini di politiche per la sicurezza, ci sono seri dubbi sul fatto che se la polizia ne abbia davvero bisogno o se contribuisca a migliorarne l’operato. Gli attori privati ​​stanno acquisendo un potere sproporzionato sulla tecnologia che è stata spesso sviluppata senza responsabilità e trasparenza. Spesso queste tecnologie vengono vendute ad autorità pubbliche e forze dell'ordine che hanno poca o nessuna responsabilità per le azioni che ne conseguono.


Al di là della sorveglianza di governi e aziendal, ci sono enormi quantità di dati pubblici su Internet, piattaforme di social media e set di dati aperti che tutti possono raccogliere o acquistare. Inoltre, le infrastrutture dei dispositivi che catturano le immagini dei volti sono già onnipresenti nelle nostre vite pubbliche e private con telecamere CCTV, smartphone e video scanneri. Queste condizioni rendono il riconoscimento facciale, tra le altre tecnologie in grado di identificare, tracciare e giudicare le persone, particolarmente pericoloso..


Oggi, il riconoscimento facciale è già presente nei nostri smartphone, ai controlli deli passaportoi negli aeroporti e negli spazi pubblici. L'utilizzo del riconoscimento facciale per sbloccare uno smartphone o per accedere a un servizio sembra molto meno invadente rispetto all'identificazione di un individuo tra molte persone in un luogo pubblico. Tuttavia, lo sviluppo della tecnologia stessa, l'addestramento di algoritmi e l'archiviazione dei dati biometrici detenuti da società private potrebbero, in futuro, essere utilizzati oltre l'ambito iniziale. Anche quando diamo il consenso o utilizziamo il rRiconoscimento facciale in privato, rischiamo che tali dati possano causare conseguenze non intenzionali in futuro come fughe di dati biometrici, la loro vendita a terzi o lo sviluppo di algoritmi basati sui nostri tratti personali.


Pertanto respingiamo entrambe le eccezioni dell'utilizzo del riconoscimento facciale per quanto riguarda l'innovazione per l'industria tecnologica e per la sicurezza pubblica. Chiediamo il un divieto totale in tutti i casi di utilizzo di tecnologie di riconoscimento facciale, per qualsiasi forma di identificazione, correlazione e discriminazione che potrebbe consentirela sorveglianza di massa, i crimini d'odio, lo stalking e le violazioni della dignità personale. Si potrebbe concedere per scopi di ricerca, medici e intrattenimento a condizione che nessun dato biometrico venga memorizzato o utilizzato per identificare o classificare gli individui.


Sosteniamo che il riconoscimento facciale sia è già illegale ai sensi del diritto dell'UE e che debba deve essere vietato anche nella pratica. Quattro strumenti europei vietano già la sorveglianza di massa biometrica: nel senso più ampio, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, e più specificamente, la Convenzione sulla protezione dei dati del Consiglio d'Europa, il GDPR e il suo strumento gemello, il LED . Tuttavia, le autorità nazionali per la protezione dei dati (DPA) non hanno ricevuto risorse adeguate e sono state politicamente private di potere dai loro stati membri, il che significa che i loro sforzi per far rispettare le normative sono risultati inefficaci e che i soggetti che hanno violato la legge hanno incontrato pochi incentivi a conformarsi.


Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di nuove leggi per imporre un divieto del riconoscimento facciale e non solo di norme deboli che possono essere interpretate e non applicate dai singoli Stati membri e dai loro parlamentari.


L'identificazione e la classificazione mediante riconoscimento facciale sono troppo pericolose per essere ritenute necessarie, poiché i potenziali usi positivi non sono proporzionali giustificati rispetto ai pericoli.


Di cosa abbiamo bisogno per far vietare il riconoscimento facciale nell'UE


Di cosa abbiamo bisogno per far vietare il riconoscimento facciale nell'UE


Dobbiamo agire presso il Parlamento europeo per attirare l'attenzione su questo problema nei suoi Stati membri, nonché per esercitare pressioni sulla Commissione europea affinché intraprenda azioni di contrasto contro gli Stati che attualmente violano i diritti fondamentali dell'UE e le leggi sulla privacy. Il divieto totale di identificazione e profilazione tramite la tecnologia di riconoscimento facciale non dovrebbe riflettersi solo in una direttiva, ma deve essere un divieto rigido in tutta Europa senza eccezioni e scadenza.


Nell'Unione Europea esistono già leggi che vietano la sorveglianza biometrica di massa, ma non vengono applicate. Proteste, petizioni, controversie strategiche possono essere potenzialmente molto efficaci nell'applicazione di queste leggi esistenti e nell'introduzione di un divieto a livello europeo.


Per le strade e online, attraverso proteste e altre forme di azione, cittadini e collettivi di tutto il mondo si uniscono per fermare la diffusione del Riconoscimento facciale. Insieme, facciamo parte di un ampio movimento che resiste all'avvento del riconoscimento facciale in tutta Europa e nel mondo.


Reagisci facci sapere se trovi strumenti di riconoscimento facciale in scuole, abitazioni ed edifici, in documenti di identità e badge, servizi pubblici, dispositivi di blocco, applicazioni mobili, piattaforme Internet e anche se è per intrattenimento o uso personale o se utilizzati dalla polizia e, dalle autorità per il controllo delle frontiere e dalle procure.


Chiediamo alla Commissione europea e alla Corte di giustizia europea di valutare i casi che abbiamo riunito sui programmi di riconoscimento facciale in Europa per rendere illegali questi usi attuali e futuri. Se la Commissione Europea, sostenuta dal Parlamento Europeo, non intraprende un’l'adeguata azione legislativa e di applicazione delle norme per vietare tale tecnologia, abbiamo in programma di portare i casi alla Corte di Giustizia Europea sulla base delle attuali direttive LED, regolamenti GDPR, Consiglio della Convenzione europea sulla protezione dei dati e le leggi nazionali sulla protezione dei dati, compresa la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e la Carta dei diritti fondamentali dell'UE.


Oggi esprimiamo il nostro rifiuto collettivo all’uso di questi strumenti di controllo sociale esortando i responsabili politici a vietarli una volta per tutte.


Casi e dettagli - Riconoscimento facciale in Europa


A partire da maggio 2020, almeno 15 paesi europei hanno sperimentato tecnologie biometriche come il riconoscimento facciale negli spazi pubblici. Come minimo, ci sono attività in corso in Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Serbia, Slovenia, Svezia, Svizzera e Regno Unito.


Il seguente elenco di casi sugli usi del Riconoscimento facciale in Europa è stato compilato da Paolo Cirio con le sue ricerche e con l'aiuto di esperti di politica sulla privacy e organizzazioni come La Quadrature du Net, e attraverso il documento di ricerca EDRi per il divieto della sorveglianza biometrica


Questo elenco dimostra come la mancanza di una legislazione coerente sul riconoscimento facciale stia inducendo gli Stati membri dell'UE a prendere iniziative individuali, ad avere un controllo permissivo e a fare un uso effettivo di tale tecnologia pericolosa.


Chiediamo maggiore trasparenza e responsabilità pubblica nei confronti delle parti - pubbliche, private o delle collaborazioni tra le due - che stanno implementando l'elaborazione


biometrica, o lo scambio di dati tra le forze dell'ordine, autorità per la sicurezza delle frontiere e, altre agenzie di pubblica sicurezza, compresea quelle sanitarie, e agenzie di sicurezza nazionale.


FRANCIA


A partire dal 2020


La polizia francese utilizza già il riconoscimento facciale per identificare le persone negli spazi pubblici. Usano foto di persone memorizzate nella banca dati dei casellari giudiziari TAJ (il "Traitement des antécédents judiciaires"). Ci sono più di 18 milioni di registrazioni di individui in questo database con oltre 8 milioni di foto. L'uso del riconoscimento facciale in questo database in Francia è consentito dal 2012 ed è attualmente oggetto di impugnazione dinanzi ai tribunali nazionali.

vedi anche il rapporto Cnil


Ottobre 2019


La Francia è pronta a diventare il primo paese europeo a utilizzare la tecnologia di riconoscimento facciale per dare ai cittadini un'identità digitale, che lo vogliano o no. Affermando di voler rendere lo Sstato più efficiente, il presidente Emmanuel Macron, come parte del suo governo, sta spingendo per l’adozione di un programma di identificazione basato sul riconoscimento facciale chiamato Alicem.


Luglio 2019


L'autorità regionale Provenza-Alpi-Costa Azzurra (PACA) ha chiesto all'autorità francese per la protezione dei dati, la CNIL, il permesso di utilizzare un sistema di riconoscimento facciale per gestire l'ingresso al liceo Ampère di Marsiglia. Questo "processo" doveva essere un esperimento della durata di un anno ed è stato condotto anche in un'altra scuola nella stessa regione (il Lycée les Eucalyptus di Nizza). Questo utilizzo è stato pensato per aumentare la sicurezza sia degli studenti che del personale e per velocizzare il tempo necessario agli studenti per entrare nei locali della scuola. Questi tentativi di utilizzare il riconoscimento facciale nelle due scuole francesi sono stati fermati da una causa legale nel 2020.


Dal 2012


“PARAFE” è un programma per varchi di frontiera automatizzati già installati in varie stazioni e aeroporti in Francia. Le porte utilizzano la tecnologia di riconoscimento facciale per verificare l'identità dell'utente rispetto ai dati memorizzati nel chip nel passaporto biometrico. Il programma è stato sviluppato dalla società francese Thales.

Vedi anche thales smart gates a Parigi


GERMANIA


Gennaio 2020


Il ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer, prevede di utilizzare il riconoscimento facciale automatico in 134 stazioni ferroviarie e 14 aeroporti, secondo un rapporto pubblicato il 3 gennaio 2020. Il ministero degli interni ha sperimentato le telecamere per il riconoscimento facciale già nel 2018 presso la stazione di Berlino-Südkreuz. Il risultato è stato che l'80% delle persone è stato correttamente identificator. Dopo i test del 2018, il ministro dell'Interno Seehofer ha affermato che i sistemi di riconoscimento facciale “renderebbero il lavoro della polizia ancora più efficiente, migliorando così la sicurezza per i cittadini”.

Maggiori informazioni su euractiv.com


POLONIA


Marzo 2020


Per applicare la quarantena è stata utilizzata l'app basata sul riconoscimento facciale obbligatoriao in della Polonia. La polizia veniva inviata a casa di chiunque non condividesse un selfie sull'app entro 20 minuti dalla ricezione della notifica.

Altro su politico.eu


SCOZIA


Febbraio 2020


La polizia scozzese ha affermato che spera di utilizzare il software di riconoscimento facciale dal vivo entro il 2026, ma in seguito ha sospeso i suoi piani al riguardo. La tecnologia può scansionare folle di persone e fare riferimenti incrociati con i database della polizia.

Altro su bbc.com


SVEZIA


Agosto 2019


Il riconoscimento facciale era utilizzato dagli studenti delle scuole superiori del comune di Skelleftea in Svezia per tenere traccia della frequenza. La sperimentazione, che si è svolta nell'autunno 2018, ha avuto un tale successo che le autorità locali hanno la possibilità di prorogarlo. Tuttavia, i giudici svedesi e le autorità per la protezione dei dati hanno bloccato la sperimentazione del riconoscimento facciale nelle scuole.

Altro su bbc.com


FRONTIERE EUROPEE


Lo SPIRIT è un progetto finanziato dall'UE per raccogliere le immagini dei volti dai social media per costruire un database per l'analisi del riconoscimento facciale. Cinque partner legati alle forze dell'ordine partecipano a questo progetto di ricerca: la polizia ellenica (GR), la polizia delle Midlands occidentali (Regno Unito), il commissario per la polizia e il crimine per la valle del Tamigi (Regno Unito), il ministero dell'Interno serbo (RS) e il Accademia di polizia di Szczytno (PL). Secondo il sito web, scarno e poco trasparente, il progetto mira a utilizzare strumenti, come l'estrazione e la corrispondenza dei volti, per correlare le informazioni dai dati dei social media simili al modello della società statunitense Clearview AI. Da quanto risulta dalle risposte ricevute a seguito degli accessi alle informazioni, le sperimentazioni sono previste per il 2020 e il 2021.


IBorderCtrl è un progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea, localizzato ai confini ungherese, greco e lettone. Il progetto prevedeva di utilizzare l'analisi automatizzata dei dati biometrici per identificare i tentativi di inganno tra coloro che cercano di entrare nell'Unione europea come rifugiati. Il progetto si è concluso nell'agosto 2019.

Altro su edri.org


Il sistema Prum è un'iniziativa a livello europeo che collega i database di DNA, impronte digitali e immatricolazione dei veicoli. Dieci Sstati membri europei, guidati dall'Austria, chiedono di estendere il sistema Prum e creare una rete di database di riconoscimento facciale delle singole forze di polizia nazionali,potendo così identificare ogni cittadino in Europa e gli Stati Uniti

Maggiori informazioni su theintercept.com


Il "complesso industriale della sicurezza dell'UE" porta alla promozione, difesa e uso di tecnologie di "sicurezza". Le agenzie Europol e Frontex utilizzano già una tecnologia biometrica avanzata per tenere sotto controllo i confini e profilare i viaggiatori.

Altro su edri.org


Paesi esteri e aziende in Europa


La raccolta di dati dai social media e il brokeraggio di dataset va oltre i confini, con aziende e attori statali interessati a raccogliere, scansionare immagini e costruire database di dati biometrici di cittadini europei.


Questo sta già accadendo con Clearview AI, una società americana che raccoglie le immagini dai social network, e con FindFace, una tecnologia di riconoscimento facciale sviluppata dall'azienda russa NtechLab.

Altro su nytimes.com

Altro su forbes.com


L'uso di questi strumenti va oltre i confini europei l’attraverso entità straniere che sono autorizzate a utilizzare la tecnologia di riconoscimento facciale sui cittadini europei. Amazon, Facebook, Google e Apple raccolgono enormi database di dati biometrici facciali dei cittadini europei e li utilizzano per addestrare la loro intelligenza artificiale senza trasparenza e responsabilità. Prodotti come Ring of Amazon, Apple Face ID, Google Lens e le funzioni di riconoscimento facciale di Facebook dovrebbero essere vietati a tutti i cittadini europei.


Mobilization created by Ban Facial Recognition Europe
Le 3/9/2020 à 11:52

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